Dio, perché ci fai tremare?

Mi sembra doveroso poter iniziare un articolo con quello che sta succedendo in Umbria negli ultimi giorni. Le scosse di terremoto non si arrestano e l’allerta rimane ai massimi livelli.

Perché? mi chiedo. Perché Dio, ci fai tremare? Cosa vuoi dirci ora?  Forse non c’è una risposta o un simbolismo, e se c’è, quest’ultimo mi auguro non sia scervellotico o arcaico, perché non abbiamo bisogno di disegni del cielo complicati, già è complicata la nostra vita. Perché se accendo la tv la prima notizia è sull’immigrazione? Perché non ci vengono date risposte decenti al disagio che ogni singolo essere umano sta vivendo nel suo piccolo? Nel palazzo delle famiglie comuni, il mio vicino potrebbe essere preoccupato per un nuovo centro di accoglienza dei migranti, perchè sotto casa non scende più a far fare pipì al cagnolino, ha paura, dice.

La coinquilina del piano di sopra invece è preoccupata perché il marito ha perso il lavoro ormai da due mesi e non sanno come fare per i libri di scuola del figlio, i vestiti, la cartella, le matite e tutto quello che serve per uno studio dignitoso che la classe gli impone. Perché se il bambino torna a scuola con lo stesso astuccio di tre anni prima allora capiamo che qualcosa non va. Gli diamo del povero, mostrando un sorriso di sufficenza, mentre a lui non interessa l’astuccio nuovo.

Ecco, ognuno ha i propri pensieri, le proprie emozioni, i propri sorrisi e le proprie lacrime. Io non metto in cima alla lista l’immigrazione, no, adesso in cima alla lista metto la terra che trema, la gente che scappa, la paura di perdere, in pochi secondi, la propria casa. Perché la casa non è solo quattro mura con porte e finestre, la casa è il nido delle emozioni, della creazione, del proprio luogo confortante dopo una lunga giornata di lavoro. Ma, ti ripeto buon Dio, Tu questo lo vedi? E ti chiedo ancora, tu questo lo capisci? Dimmi, perché ci fai tremare?